martedì, Aprile 21, 2026
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Il piccolo Domenico destinato a morire nelle prossime ore. Non siamo noi gli sciacalli.

Ieri qualcuno ci ha definito degli sciacalli perché abbiamo dato la notizia che il piccolo Domenico è destinato a morire nelle prossime ore.

Una notizia che certamente non avremmo voluto mai dare, ma che guarda in faccia esattamente ciò che sta accadendo in modo razionale.

Lo stesso medico dell’ospedale Monaldi di Napoli ha parlato ieri di rapido peggioramento delle condizioni di salute del bambino di due anni trapiantato con un cuore bruciato dal ghiaccio secco.

Per la prima volta dal giorno del trapianto il 23 dicembre è stato autorizzato ieri dall’ospedale napoletano un incontro con i giornalisti, perché ormai purtroppo per Domenico non c’è più nulla da fare.

Lo sa anche la sua famiglia, che da tre giorni ha scelto di evitare l’accanimento terapeutico sul bambino e di accompagnarlo alla morte attraverso la terapia del dolore.

Qui non siamo noi a doverci prendere gli insulti in quanto giornalisti che abbiamo il diritto ed il dovere di cronaca su una vicenda che interessa tutta Italia.

Domandatevi piuttosto come sarebbe stato possible effettuare l’espianto del cuore di Domenico senza la certezza che il cuore che gli stavano trapiantando era sano.

Come sia stato possibile che sia stato impiantato un cuore bruciato su Domenico, bruciato perché venuto a contatto con ghiaccio secco all’interno di un contenitore non di ultima generazione.

Domandatevi perché l’ospedale non ha immediatamente comunicato l’accaduto alla famiglia di Domenico, che nel frattempo notava che il figlio dopo il trapianto anziché migliorare peggiorava di giorno in giorno, sino ad andare in coma farmacologico.

No signori. Qui gli sciacalli non siamo noi giornalisti che vi informiamo su quanto sta accadendo, anche perché è solo grazie ai colleghi del Mattino che la famiglia ha saputo cosa stava accadendo.

Qui coloro che devono prendersi le loro responsabilità sono altri e mi auguro venga fatta giustizia per questo bambino, perché finita la speranza si passa ora alle consequenze della querela presentata dalla famiglia, che in caso di morte di Domenico verrà trasformata in un’indagine per omicidio colposo.

Maria Vittoria Dettoto

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Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto, 49 anni, ozierese, editore e direttore responsabile. Madre di Antonio ed Andrea, Dottoressa in Scienze Politiche, giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Sardegna. Nel campo del giornalismo vanta anni di esperienza pregressa nella carta stampata, in radio, nei blog. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche online. Web manager, content creator, esperta di social e network marketing e di gestione delle risorse umane, ha lavorato per due multinazionali mondiali, gestendo i suo gruppi di lavoro a livello regionale e nazionale. Da sempre attiva nella cultura e nel sociale, innamorata della Sardegna, ha da sempre contribuito alla valorizzazione dell'isola, della sua cultura e delle sue tradizioni.
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