A sette mesi di distanza dell’omicidio di Cinzia Pinna parla Nicolina Giagheddu, madre dell’assassino reo confesso della donna 33enne originaria di Castelsardo.

Nicolina in questi sette mesi da quando il suo unico figlio è in carcere a Bancali, non lo ha mai voluto vedere. Non è andata a trovarlo, non apre le lettere che lui le scrive. Non risponde alle sue chiamate. Perché?
“Quando mi arrivano le chiamate dal carcere so che è lui che mi chiama. Non rispondo perché non ne ho il diritto. Un’altra madre, la madre di Cinzia, da quando è stata uccisa non ha più possibilità di ascoltare la voce della figlia. Dunque neanche io ho il diritto di ascoltare la voce del mio”.

Ma cosa è successo quella notte? Perché Emanuele avrebbe ucciso Cinzia?
Nicolina non crede alla tesi della legittima difesa. “Non credo alla versione che mio figlio ha dato. Per legittima difesa dai un pugno, un calcio, non spari ad una persona. Cinzia era una ragazza fragile, minuta, come poteva rappresentare un pericolo”.
Veniamo al cadavere occultato. Sullo stesso vengono trovati dei fiori portati sul corpo di Cinzia da Emanuele Ragnedda. Qualche giorno prima Nicolina riceve dal figlio dei fiori per il suo compleanno. Altri fiori verranno trovati nel gommone con il quale Ragnedda tenta la sua ultima fuga braccato dagli inquirenti. Emanuele Ragnedda potrebbe aver comprato lo stesso giorno gli stessi fiori per il compleanno della madre, avvenuto qualche giorno dopo l’omicidio di Cinzia Pinna e quelli da portare sul cadavere della donna che aveva ucciso.
“Emanuele deve dire la verità “, afferma Nicolina.” Sto combattendo ed ho combattuto sino all’ultimo respiro”. Nicolina è convinta che qualcuno abbia aiutato il figlio, che non ha mai neanche chiesto scusa alla famiglia Pinna per l’omicidio di Cinzia.
“Sono stata l’unico punto fermo nella vita di Emanuele. Sino a tre anni fa era tranquillo. Le cose hanno iniziato ad andare male per lui dopo la vendita dell’azienda del padre, quando il suo conto in banca è lievitato Emanuele non ha capito più nulla “.
Nicolina è risoluta nel continuare a non avere niente a che fare con il figlio sino a quando non dirà come sono andate le cose: “Cercherò e troverò la verità e darò giustizia a Cinzia con o senza l’aiuto di nessuno”, conclude.




