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Sette mesi fa veniva uccisa Cinzia Pinna, 33 anni di Castelsardo, poi abbandonata sotto un albero. Il corpo senza vita forse conservato in frigo.

La notte tra l’11 ed il 12 settembre 2025 spariva a Palau in provincia di Sassari Cinzia Pinna, 33 anni, originaria di Castelsardo, che a Palau stava facendo la stagione estiva.

La notte della scomparsa viene vista in compagnia di Emanuele Ragnedda, 41 anni, noto imprenditore vitivinicolo di Arzachena. Dodici giorni dopo la scomparsa di Cinzia, Ragnedda dopo un maldestro tentativo di fuga viene fermato dagli inquirenti e confessera’ loro di aver ucciso la giovane Cinzia e di averne occultato il cadavere nella sua tenuta di Conca Entosa.

Ragnedda ha ucciso Cinzia a colpi di pistola. Una donna minuta, in quel momento vulnerabile a causa del consumo di alcool e presumibilmente droga con lo stesso Ragnedda. Ma perché è stata uccisa?

A distanza di sette mesi, ancora non esiste un movente certo per il femminicidio. Forse perché Cinzia ha rifiutato un rapporto sessuale con Ragnedda? Questa è una delle ipotesi più accreditate.

“Merita l’inferno”, ha dichiarato la madre di Ragnedda Nicolina Giagheddu, che dalle prime ore dell’arresto ha condannato il figlio e ad oggi non è mai andata a trovarlo in carcere, nonostante il suo tentativo di suicidio, nonostante le lettere mai aperte inviatele. Nicolina non risponde al figlio e vuole la verità sulla morte di Cinzia, il cui corpo prima di essere esposto all’aperto, potrebbe essere stato riposto dentro un frigorifero a Conca Entosa.

C’è anche l’ipotesi che qualcuno possa avere aiutato Emanuele Ragnedda, non nella fase dell’omicidio, ma più probabilmente nella fase dell’occultamento del cadavere, sul cui corpo in ormai stato di decomposizione Ragnedda ha deposto un mazzo di fiori freschi.

A differenza della condanna senza remore della madre, il padre di Ragnedda, Mario Ragnedda, sostiene la tesi della legittima difesa da Cinzia in un momento di eventuale aggressività della giovane nei confronti di Emanuele.

Nel corso di questi mesi Emanuele Ragnedda è rimasto rinchiuso nel carcere di Bancali a Sassari, accusato di omicidio volontario aggravato ed occultamento di cadavere dalla Procura di Tempio Pausania titolare del l’inchiesta.

Ma tanti, troppi lati oscuri aleggiano ancora su questa vicenda. Sulla quale non possiamo far cadere il silenzio. Lo dobbiamo a Cinzia.

Foto Cinzia Pinna, Emanuele Ragnedda e Nicolina Giagheddu.

Maria Vittoria Dettoto

Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto, 49 anni, ozierese, editore e direttore responsabile. Madre di Antonio ed Andrea, Dottoressa in Scienze Politiche, giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Sardegna. Nel campo del giornalismo vanta anni di esperienza pregressa nella carta stampata, in radio, nei blog. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche online. Web manager, content creator, esperta di social e network marketing e di gestione delle risorse umane, ha lavorato per due multinazionali mondiali, gestendo i suo gruppi di lavoro a livello regionale e nazionale. Da sempre attiva nella cultura e nel sociale, innamorata della Sardegna, ha da sempre contribuito alla valorizzazione dell'isola, della sua cultura e delle sue tradizioni.
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