Trentaquattro anni fa, il 26 aprile 1991, veniva arrestato nella sua casa di Buenos Aires in Argentina Diego Armando Maradona, per detenzione di mezzo chilo di cocaina.
Il Pibe de Oro era stato trovato appena un mese prima positivo alla sostanza stupefacente nel corso di un controllo antidoping al termine della partita tra Napoli e Bari, vinta dai campani per 1 a 0.

Era il 17 marzo 1991 e quel giorno finiva l’esperienza calcistica di Maradona in Italia, osannato come un idolo nel Napoli, con il quale l’anno precedente l’argentino aveva vinto lo scudetto.
Il momento dell’arresto venne ripreso da decine di giornalisti. Le immagini fecero il giro del mondo. I fan di Maradona tentarono di opporsi invano all’arresto. Il calciatore rimase in carcere due giorni ed usci’ su cauzione.
La dipendenza dalla cocaina secondo il suo amico Carlos Fren iniziò nel 1981, quando Maradona aveva 21 anni e giocava nel Boca Juniors ed ha segnato la vita di uno tra i calciatori più forti della storia del calcio. Maradona nel corso della sua autobiografia ha ammesso la dipendenza dalla cocaina dal 1982 quando giocava nel Barcellona sino al 2004.

Maradona è deceduto a 60 anni in un quartiere periferico di Buenos Aires, solo e depresso il 25 novembre 2020, dopo 12 ore di agonia nel corso delle quali il suo corpo si è gonfiato a dismisura come recentemente mostrato nelle immagini trasmesse nel corso del processo sulla morte di Maradona che forse poteva essere salvato.

Foto 1 arresto Tutto calcio 360, foto 2, 3, 4 Getty Images.
Maria Vittoria Dettoto




