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Giampaolo Demartis, il sassarese 57enne ucciso con il taser usato dai carabinieri ad Olbia, non meritava di morire.
L’ho scritto da ieri e lo ribadisco. Il fatto che stesse disturbando la quiete pubblica o che possa aver aggredito il carabiniere, rimessosi poco dopo, non può e non deve giusticare l’utilizzo di uno strumento pericoloso come il taser, che emana una scarica elettrica capace di uccidere le persone.
Come accaduto a Demartis. Tanto che i protocolli prevedono che dopo l’uso del taser, venga usato un defibrillatore.
In questa vicenda, nessuno ha parlato del fatto che dopo aver usato il taser i carabinieri abbiano usato il defibrillatore su Demartis. Dunque presumo non sia stato usato. Le indagini magari mi smentiranno. Fatto sta che Demartis è morto qualche minuto dopo in ambulanza mentre veniva trasportato in ospedale.
Gianpaolo Demartis aveva 57 anni, era nato a Sassari, aveva origini di Bultei e risiedeva ad Olbia dove nella notte tra sabato e domenica è andato in escandescenza, forse sotto effetto di droghe e per fermarlo i carabinieri hanno appunto usato il taser che ne ha causato la morte.
A me poco interessa sapere oggi i precedenti con la giustizia di Demartis, risalenti a vent’anni fa, per i quali ha da tempo pagato il suo debito pubblicati per farne un delinquente agli occhi di chi legge.
Non mi interessano neanche i giudizi di coloro che lo additano come una nullita’, uno che meritava di morire, un tossico perché ha fatto o faceva uso di droghe, quando i primi che lo fanno sono gli stessi che si sono drogati a loro volta o si fanno tuttora le pippe nei cessi pubblici o su bei tavolini lucidi e per questo credono di essere migliori di Gianpaolo Demartis.
Quest’uomo se stava dando problemi di ordine pubblico doveva essere fermato, certo. Ma non meritava di morire. Tantomeno se anche ha fatto qualche errore in passato.
Non vengono uccisi gli assassini delle donne, dei bambini o gli stupratori in Italia e dobbiamo giustificare la morte di un uomo per disturbo della quiete pubblica o un eventuale aggressione ad un carabiniere?
No, non ci sto.
La morte di Gianpaolo Demartis merita chiarezza, che deve essere fatta da persone estranee a chi è coinvolto in questa vicenda secondo il mio parere.
E se ci sono stati degli errori da parte di qualcuno, merita giustizia. Come chiesto dalla famiglia, che come ho scritto ieri pomeriggio, con gli eventuali errori commessi da Gianpaolo non c’entra nulla e merita di sapere come siano andate le cose.
Alla famiglia di Demartis rinnovo come fatto ieri le mie sentite condoglianze.
Foto: Gianpaolo Demartis.
Maria Vittoria Dettoto




