domenica, Febbraio 15, 2026
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“Ti infilo la bandierina nel c××o”: la vergogna dello sport che non vorremmo mai vedere o raccontare…

La violenta aggressione del tredicenne portiere di una squadra di calcio da parte del padre quarantenne di un suo avversario, rappresenta solo l’ultimo dei casi di violenza negli stadi, che spesso capitano proprio durante tornei che vedono protagonisti i ragazzi.

Ragazzi che hanno come genitori energumeni che non sanno neanche cosa sia lo sport o i suoi valori. Che rappresentano un cattivo esempio per i propri figli, per gli altri giocatori, per la società.

Sono madre di un calciatore che ho seguito per anni accompagnandolo ad ogni allenamento e ad ogni partita svoltasi su tutti i campi della Sardegna.

E ho sentito e visto personalmente comportamenti violenti e vergognosi da parte dei genitori degli atleti, ognuno dei quali convinto di avere a casa il Cristiano Ronaldo di turno.

Ho sentito un genitore dire a suo figlio di spezzare le gambe al mio. Avranno avuto 15 anni. In una partita svoltasi in Gallura.

Ho sentito genitori minacciare l’allenatore di usare violenza neo suoi confronti se non avesse fatto entrare il figlio in campo o se lo avesse sostituito mentre giocava.

Dagli spalti ho sentito ogni genere di offesa nei confronti degli avversari, dei loro dirigenti, degli arbitri, spesso ragazzi giovanissimi dell’età dei nostri figli.

Un giorno al Nespoli di Olbia dove ero andata a vedere mio figlio con il fratellino allora 13enne un uomo è stato novanta minuti gridando insulti sessisti contro una guardalinee donna.

Per il solo fatto di essere donna le ha dato della prostituta, le ha detto che le avrebbe inflator la bamdierina nel lato b e tanto altro. Insulti dei quali mi sono vergognata di fronte a mio figlio piccolo che li ascoltava e peggio, mi sono vergognata del fatto che nessuno fermasse l’uomo che insultava quella guardalinee.

Dalla vicenda di domenica traiamo l’aspetto positivo dell’immediata espulsione dalla squadra del padre aggressore e del figlio.

Per tutto il resto, c’è solo da vergognarsi.
Lo sport è ben altro.

Foto: Il tredicenne aggredito.

Maria Vittoria Dettoto

Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto, 49 anni, ozierese, editore e direttore responsabile. Madre di Antonio ed Andrea, Dottoressa in Scienze Politiche, giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Sardegna. Nel campo del giornalismo vanta anni di esperienza pregressa nella carta stampata, in radio, nei blog. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche online. Web manager, content creator, esperta di social e network marketing e di gestione delle risorse umane, ha lavorato per due multinazionali mondiali, gestendo i suo gruppi di lavoro a livello regionale e nazionale. Da sempre attiva nella cultura e nel sociale, innamorata della Sardegna, ha da sempre contribuito alla valorizzazione dell'isola, della sua cultura e delle sue tradizioni.
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