Giuseppe Ignazio Loi ha 84 anni e da pochi mesi ha smesso di mungere le pecore a mano come ha fatto per oltre settant’anni. Le pecore le ha vendute per fare nella primavera 2025 le riprese del film La vita va così di Riccardo Milani nel quale recita nel ruolo di attore protagonista interpretando Ovidio Marras.
Marras è il pastore di Teulada che agli inizi anni 2000 ha intrapreso una guerra contro chi voleva appropriarsi del suo terreno per creare un resort a cinque stelle e l’ha vinta.
Loi ha invece vinto una sua battaglia personale. Questo film è per lui una rivalsa verso chi lo ha considerato sinora “solo” un pastore e talvolta come mi confessa anche criticato e che ora quando lo vede gli chiedono le foto e gli autografi perché è diventato l’uomo più famoso in tutta Italia.
Ma Loi, badate bene, ci tiene a sottolineare nella nostra intervista che lui da solo sta benissimo e che “si conforta da solo”.
È abituato da tutta la vita a vivere da solo, in campagna. Una vita di sacrifici iniziati da adolescente quando iniziò a fare il servo pastore.
Lavorava tutti i giorni senza un giorno libero, dormendo all’addiaccio, senza neanche un riparo o un tetto sulla testa. Sotto la pioggia ed al freddo in inverno tanto che quando alle tre del mattino iniziava a lavorare mi dice che usciva il fumo dal suo corpo quando iniziava a scaldarsi mentre lavorava. O di quando lavorava sotto quaranta gradi in estate, aspettando che i padroni gli portassero da mangiare in campagna.
Quei padroni che giustificava per come lo trattavano perché erano più poveri di lui, perché allora si usava così. Di come veniva trattato mentre lavorava ai genitori neanche parlava per non farli preoccupare. Doveva lavorare per crearsi il suo gregge e concludere la sua servitù.
Ci riesce quando raggiunge le sue prime venticinque pecore. Inizia a lavorare per conto proprio. Si costruisce una casetta, quella nella quale vive ancora oggi. Senza corrente elettrica, senza bagno dentro casa. Il bagno all’interno lo ha fatto solo adesso con il suo compensi per aver recitato nel film.

Per chi non lo sapesse Loi vive solo da tutta la vita dentro una casa nell’agro di Terralba. Non ha televisione, non ha connessione internet, non è sui social.
A cinquant’anni conosce una donna molto più giovane di lui con la quale convive per un periodo, ma poi la storia finisce.
Prosegue la sua vita alzandosi presto, mungendo all’aria aperta o nella stalla, non ha sala mungitura, ma arriva ad avere centoventi pecore. Vive con 720 euro di pensione statale al mese, ma a lui bastano. “Mi accontento di poco”, dice.
Mentre lo intervisto viene fuori la sua umiltà, il carattere aperto nonostante una vita passata in solitudine e tra mille sacrifici. La simpatia, l’amore per il suo lavoro, la Natura, la sua terra.
Terra intesa non solo come suo appezzamento di terreno, ma come la Sardegna in senso lato. Dall’isola non era mai uscito sino a quando non è andato a Roma a presentare il film. Neanche per fare il militare. La visita di leva la fece a Terralba. Era gennaio, racconta. Erano in una stanza in 72. Tutti nudi.
Lui fu scartato perché era troppo basso: 154 cm. Ma la sua grandezza l’ha dimostrata nella vita e con un successo che gli arriva ad 84 anni interpretando magistralmente il ruolo di protagonista nel film al momento più visto del 2025.
Al quale arriva tramite il cugino Dino, amico di uno di Cagliari a sua volta amico del regista Milani che stava cercando un uomo di età compresa tra i 70 ed il 90 anni che avesse dimestichezza con il bestiame per interpretare Ovidio Marras.
In quei giorni Milani si trovava a Cagliari e la nipote di Giuseppe Ignazio Loi, Azzurra, gli invia un video dello zio. Milani lo incontra e lo sceglie subito.
Iniziano le riprese a Teulada e Tuerredda. Loi non ha mai fatto prima l’attore, all’inizio neanche voleva accettarla la proposta del cugino di fare quel film.
Dopo molte insistenze accetta e si trova catapultato in un set che lo porta ad essere sul red carpet nella premiere del festival del cinema di Roma ed a fare da modello alla sfilata dello stilista algherese Antonio Marras.

A tale proposito chiedo com’è andata la questione del vestito con il quale ha sfilato che Marras si sarebbe poi ripreso. Loi conferma la cosa, dicendo che a fine sfilata il vestito non gli viene regalato, ma viene portato via e lui rindossa l’abito con il quale era arrivato.
Ma Loi alla cosa neanche da peso. Non da valore a quel vestito elegante, a lui non interessa che se lo siano ripreso: “Sono abituato ad indossare da tutta la vita gli abiti del pastore”, mi dice,” sono gli altri che hanno dato valore a quel vestito che mi aveva dato Marras. Così l’ho chiamato e glielo ho chiesto. Lui mi ha detto che quello non me lo poteva dare perché dopo la sfilata era entrato a far parte dell’archivio, ma che me ne avrebbe dato un altro”.
Quando? Domando. “Non si sa. Se me lo da lo prendo, se no è uguale” aggiunge Loi.
A lui non interessano le luci della ribalta, il lusso, il red carpet. Quando è andato a Roma si è divertito perché nel viaggio guardava un panorama che non aveva mai visto.
In merito al cachet che a mio avviso gli dico è stato troppo basso risponde: “I soldi li contano in ogni posto. Forse mi aspettavo qualcosa in più, ma era la prima volta che facevo l’attore”.
Quello che a lui interessa è che ora ha il bagno dentro casa e che a 84 anni, con l’inverno in arrivo, non deve più uscire fuori di casa come ha fatto nei settant’anni precedenti per fare i suoi bisogni.
Sembra una cosa dell’altro mondo nel 2025, ma tanti che lavorano in campagna sono ancora oggi in queste condizioni. Non solo in Sardegna.
Come passa oggi le sue giornate? Chiedo al signor Loi. “Nel mio terreno ho i cachi,i melograni, le arance. Mi godo le mie giornate con i miei amici oppure sto fuori casa da solo. Se ho voglia faccio qualcosa, se no non faccio niente e mi riposo”.
Gli dico che sono originaria di Ozieri ( provincia di Sassari ndr). Mi confessa che da giovane gli piaceva cantare in logudorese, accompagnato da un amico che suonava la chitarra.
Probabilmente uno dei pochi momenti di svago per quest’uomo che ha passato una vita a lavorare.
Nella sua famiglia erano cinque figli: tre femmine e due maschi. Non si è mai sposato e non ha mai avuto figli il signor Loi. Sua sorella vive a Terralba e mi ha detto essere contenta per la sua esperienza cinematografica.
Anche la nipote Azzurra, che gli leggerà questo articolo nel quale voglio dire pubblicamente che oggi ho avuto la fortuna di conoscere un uomo eccezionale come il signor Loi che davvero merita tutto il bene di questo mondo, il successo che il film ha e la notorietà che grazie ad esso gli è arrivata.
Giuseppe ignazio Loi è un uomo del quale la Sardegna può e deve andare fiera, come di tutti coloro che lavorano in campagna che non trasmette solo i prodotti che ne derivano, ma trasmette i valori come quelli che ha Loi, che aveva Marras e che hanno tutte/i coloro che amano la Sardegna, la sua terra e le sue origini.
Grazie signor Loi per questa intervista. Quella fortunata, oggi, sono io che vi ho parlato.
Foto copertina Giuseppe Ignazio Loi, credit My Movies, foto 2 Loi al Festival del cinema di Roma credit MSN, Loi alla sfilata di Antonio Marras Medusafilm Official.
Maria Vittoria Dettoto




