Giovanni con la madre non ci voleva stare. Aveva paura di lei, dicono oggi a Muggia, le persone che conoscevano il bambino ucciso mercoledì sera sgozzato da chi lo aveva messo al mondo.
La donna di origini ucraine, aveva conosciuto Paolo, il padre di Giovanni nel 2012 tramite un’amica comune. Si erano sposati in Ucraina.
All’inizio le cose andavano bene, ma già dalla nascita di Giovanni iniziarino i litigi nella coppia.
Lei è caduta in depressione, è diventata schizofrenica, curata con TSO e rinchiusa in una struttura psichiatrica.
Già nel 2018 la donna aveva dichiarato agli assistenti sociali che se Giovanni non fosse rimasto con lei lo avrebbe ucciso, si sarebbe uccisa ed avrebbe ucciso il padre.
Un anno prima la coppia si era separata ed era iniziata la lotta per l’affidamento del bambino.
A giugno del 2023 i carabinieri intervenirono per sedare una lite tra i due genitori a casa del padre. In quell’occasione il piccolo Giovanni aveva confessato ai militari che la madre aveva provato a strozzarlo, che aveva paura di restare solo con lei.
L’ospedale a seguito di quell’episodio diede a Giovanni tre giorni di prognosi. Nonostante ciò il pm dichiaro’ che le ferite del bambino erano compatibili con eventi accidentali. Parere accolto anche dal gip che stava seguendo il caso.
Le liti tra i due coniugi sono contenute in 5.000 pagine di verbali. A maggio 2025 il tribunale civile di Trieste ha stabilito che la madre di Giovanni, nonostante la sua malattia, le minacce di morte, la sua aggressività, la paura manifestata dal bambino, potesse vedere da sola il figlio una volta alla settimana.
Gli altri due giorni invece in presenza dell’assistente sociale. Prassi stabilita accolta e posta in essere anche dai servizi sociali di Muggia.
Il prossimo febbraio sarebbe stato reso definitivo l’affidamento esclusivo di Giovanni al padre.
Invece la madre mercoledì scorso, il secondo giorno che vedeva il figlio da sola, l’ha ucciso. La sua legale chiederà per lei l’infermita mentale. Il che significa che se fosse giudicata incapace di intendere e di volere nel momento in cui ha ucciso Giovanni, la donna non sarà penalmente perseguibile e nessuno pagherà per la morte del bambino.
Le due inchieste attivate ora dal Ministero dell’interno per capire come mai il Tribunale abbia autorizzato gli incontri della madre da sola con il figlio, non porteranno a nessun colpevole. Ve lo anticipo io e un giorno vi daro’ la conferma.
Perché in Italia si aspetta sempre il morto per fare qualcosa per prendere provvedimenti che andavano presi da prima come scrivo da tre giorni.
Giovanni andava tutelato e questo non è stato fatto. È stato ucciso. E non solo da sua madre.
Povero bambino innocente.
Foto: Giovanni e sua madre.
Maria Vittoria Dettoto
Come se l’aggressività o la schizofrenia si manifestino ad intermittenza e non sussistano sempre in una malata di mente come la madre di Giovanni, per anni in cura presso il CSM che da due anni aveva ritenuto che la donna “stesse bene” e che non dovesse più essere presa in carico dalla struttura.




