Il pm Noemi Mancini della procura di Tempio a quasi nove mesi di distanza dell’arresto di Emanuele Ragnedda ha chiuso le indagini, escludendo per l’imprenditore vitivinicolo la legittima difesa nei confronti di Cinzia Pinna, come sostenuta da Ragnedda.

La Mancini contesta a Ragnedda l’omicidio volontario con l’aggravante dei motivi abietti, l’occultamento del cadavere della Pinna ed il porto abusivo della pistola con la quale Ragnedda avrebbe ucciso Cinzia Pinna, sparandole tre colpi di pistola in faccia nella tenuta di Conca Entosa vicino a Palau, la notte tra l’11 ed il 12 settembre scorso.
A breve inizierà dunque il processo, nel frattempo Ragnedda è detenuto nel carcere di Bancali a Sassari.
Foto Emanuele Ragnedda e Cinzia Pinna.
Maria Vittoria Dettoto




