Gaia Costa aveva 24 anni. Era di origini tempiesi e a Porto Cervo stava facendo “la stagione”, come si dice in Sardegna, ovvero lavorava in un hotel per farsi qualche soldo, come tanti giovani sardi in questo periodo.
Gaia oggi pomeriggio intorno alle 13 30 è stata investita ed uccisa da un Suv guidato da una donna straniera. La sua vita è finita sull’asfalto caldo di quel comune smeraldino nel quale si trovava non per farsi le vacanze, ma per farsi ore di lavoro al giorno, faticando.
Questo rende la sua morte ancora più ingiusta. Come ogni morte di ogni giovane che muore per andare al lavoro.
Gaia che si faceva chiamare “Costina” era una ragazza bellissima. La tipica bellezza sarda. Fiera ed orgogliosa della sua Terra e delle sue tradizioni.

Amava indossare l’abito tradizionale tempiese, con il quale si era impostata la sua immagine social. Lei, la Sardegna e le sue tradizioni erano un tutt’uno.
“Inspiegabile l’amore che provo per tutto ciò “, scrisse tempo fa a corredo di una foto con il suo adorato abito sardo.
Una foto in bianco e nero. Ma non sbiadita: nitida. Come il ricordo che Gaia ci lascia di lei.
La Terra le sia lieve. Condoglianze alla famiglia.
Foto: Gaia Costa.
Maria Vittoria Dettoto




