La vicenda del bambino autistico che per il suo decimo compleanno ha avuto la sua prima vera festa di compleanno nella sua vita, dopo che la madre ha pubblicato il seguente annuncio su Fb: ” Sono autistico, vuoi venire alla mia festa?” ed ha aperto l’invito a tutti in un parco pubblico di Padova, a me fa venire tanta rabbia e tristezza.
Perché la madre è dovuta ricorrera a questo escamotage per far vivere finalmente a suo figlio un compleanno normale, nel quale come lei ha dichiarato ” è stata considerato un bambino, non un bambino autistico che nei nove anni precedenti aveva festeggiato il compleanno con due cuginette e due compagni di classe “.
Perché gli altri bambini non accettavano il suo invito e quello della madre. E questo fa rabbia, è vergognoso che un bambino debba essere discriminato. E chi lo discrima non sono i compagni di classe, di sport o del catechismo.
Ma i loro genitori. Degli emeriti stro××I, lasciatemelo scrivere anche se non dovrei. Ma è quello che penso di loro.
Chissà come si saranno sentiti dopo che hanno letto la notizia che quel bambino che per anni avevano emarginato ed insegnato ad emarginare ai loro figli perché autistico, è stato circondato dall’amore di chi lo ha amato, lo ha apprezzato, ci ha giocato insieme, gli ha sorriso, ha mamgiato con lui la torta del suo compleanno.
Mi auguro che abbiano riflettuto sul loro comportamento. Perché non è la prima volta che raccontiamo di bambini emarginati o all’interno di una classe o di una squadra o in famiglia.
E ogni volta è un colpo al cuore.
Vicinanza a loro, ai loro genitori, auguri di cuore al bambino che ha compiuto gli anni e complimenti a chi è andato a festeggiarlo. Loro sì che hanno dato un buon esempio ai propri figli.
Grazie.
Foto: Ansa
Maria Vittoria Dettoto




