Ciao minoredda,
ti chiamo così perché non so il tuo nome e minoredda in sardo significa piccolina.
Come eri tu, con i tuoi otto mesi di vita.
Ieri hai deciso di lasciarci, hai smesso di soffrire per quella patologia importante della quale da tempo soffrivi.
Lo hai fatto in Sardegna, pur essendo di Torino.
In macchina hai esalato l’ultimo respiro mentre tuo padre e tua madre andavano verso Porto Torres per imbarcarsi anticipatamente, avendo visto che le tue condizioni di salute si erano aggravate.
Hai deciso di morire in Sardegna,
la Terra nella quale hai trascorso i tuoi ultimi giorni della tua giovane vita in vacanza.
Sono certa siano stati giorni felici.
Ti immagino coi piedini dentro l’acqua del mare mentre ti facevi il bagno in braccio a babbo e mamma.
Ti immagino respirare l’aria della nostra isola, il profumo del mirto, della ginestre e del lentischio sono entrati dentro il tuo corpo.
Il nostro sole ti ha scaldato la pelle profumata sino ad un pomeriggio di fine estate.
Ci hai lasciato in Sardegna minoredda e la Sardegna ti ha accolto come fossi nostra figlia e noi non ti dimenticheremo, sappilo.
In su Chelu che siasa.
Foto: web.
Maria Vittoria Dettoto




