Alla fine è successo ciò che in molti temevamo: la famiglia nel bosco è stata divisa. I bambini portati in una struttura protetta. Lontani dal padre che non potranno vedere. Grazie all’intercessione dell’avvocato della famiglia, potranno vedere solo la madre.

Tutto è accaduto ieri pomeriggio. Nella casa Catherine Birmingham, australiana e Nathan Trevallion, inglese, che avevano scelto di vivere in un bosco nei pressi di Chieti con i loro tre bambini, sono arrivati forze dell’ordine, assistenti sociali, sindaco di Palmoli, comune di appartenenza del bosco.
Hanno prelevato dalla casa e portato i bambini, la più grande di otto anni e due gemelli di sei anni, in una struttura protetta a Vasto. Lontani dal padre che non potranno vedere, al quale il tribunale dei minori dell’Aquila ha sospeso la potestà genitoriale insieme alla madre.
Solo lei potrà vedere i tre bambini ed andare con loro nella struttura protetta. Ma vivranno in spazi separati.
Un cambiamento radicale per questa famiglia alla quale tutti noi ci siamo affezionati e che aveva scelto di vivere in mezzi alla Natura, nel pieno rispetto della stessa, dell’ambiente e degli animali.
Senza acqua né corrente elettrica, senza un bagno convenzionale, ma dotati di un bagno a secco.
Senza che i figli frequentassero la scuola, studiando da casa con il metodo dell’un-schooling.
Proprio questo stile di vita ha indotto il magistrato aquilano a dividere la famiglia la cui vicenda è diventato un caso internazionale.
A raccontarla attraverso i social è stata la madre dei bambini, con l’intento iniziale di mostrare come il loro stile di vita potesse essere quello più adatto per lei, suo marito ed i loro figli.
La loro vicenda è a quel punto giunta ai servizi sociali del comune di appartenenza che hanno iniziato ad interessarsi al loro “caso”, sino alla divisione della famiglia felice ieri pomeriggio.
Felice, si. Con i bambini che anziché stare attaccati alla tv o ad uno smartphone giocavano con i loro animali all’aria aperta con i genitori.
Con mamma Catherine che raccontava loro le fiabe e cantava loro le canzoncine, come si faceva un tempo ed ora nelle famiglie normali non si fa più.
Com il.padre Nathan che provvedeva a fare la legna per scaldarli ed ora non potrà più scaldarsi con il calore dell’abbraccio dei propri figli. O con quello dell’amatissima moglie Catherine.
Di fronte a famiglie tradizionali delle quali racconto ogni giorno, nelle quali vengono uccise quotidianamente donne e bambini, mi appare più triste dividere questa famiglia felice.
Chi siamo noi per dividere dei bambini dai loro genitori? Quello che subiranno ora questi piccoli è un trauma. Peggiore a mio avviso di non avere tutti i comfort in una casa.
Sono senza parole. Davvero.
Foto: Catherine, Nathan ed i loro splendidi bambini.
Maria Vittoria Dettoto




