Un prete di 54 anni, Don Antonio D’Onghia il 2 aprile scorso ha investito ed ucciso una ragazza di 32 anni, Fabiana Chiarappa, soccorritrice del 118 e rugbista.

Il fatto risale al 2 aprile scorso quando la donna stava percorrendo sulla sua moto la strada provinciale 172 tra Turi e Putignano. Erano le 20.28. La donna perde la vita scontrandosi teoricamente contro un muretto a secco.
Nella stessa strada alle 20.30 Don Antonio D’Onghia sente secondo la sua dichiarazione “un rumore” e si ferma in una stazione di servizio per verificare eventuali danni alla macchina. Rimette in moto la sua Fiat Bravo e torna a casa.
Partono le indagini dei carabinieri coordinati dalla pm Ileana Ramundo che dispone il sequestro sia della moto della vittima che della macchina del prete, sulla quale vengono rinvenute tracce di sangue di Fabiana, comprovanti che il prete l’avrebbe investita, uccisa e lasciata per strada.
Il parroco afferma di non essersi accorto di niente, che credeva di aver preso una pietra, che la strada era poco illuminata e di aver appreso dalla stampa dell’incidente nel quale la donna è deceduta.
Nei suoi confronti è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari per pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione del reato. Il prete è accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso.




