Oggi vi parlo della piccola Chiara. Nome di fantasia.
Chiara è una neonata venuta al mondo in provincia di Torino.
Non in un ospedale, in sicurezza, al caldo. Accolta dell’abbraccio della madre che poi le ha offerto il suo seno per allattarla.
Chiara è venuta al mondo dentro una casa. La madre, tossicodipendente e nota nel suo comune di residenza ai servizi sociali, l’ha partorita nel bagno mentre era sballata dopo aver assunto presumibilmente crack.
Durante il parto era sola in casa: ha preso la testa di Chiara e l’ha messa dentro l’acqua nel water per ucciderla.
La fortuna di Chiara è stata che è arrivato nella casa lo zio. L’ha vista ed ha chiamato i soccorsi.
È stata trasportata d’urgenza all’ospedale del comune nel quale è accaduto il tentato infanticidio e successivamente all’ospedale di Torino in gravissime condizioni.
Anche la madre è stata ricoverata. Era praticamente semi cosciente quando nella casa dove stava ammazzando Chiara sono arrivate le forze dell’ordine alle quali ha dichiarato di non sapere di essere incinta.
Ora, mi domando, come sia possibile tutto questo. Come sia possibile che ad una “donna” come questa sia stato permesso di compiere questo gesto che non ha nessuna scusante.
Nessuna attenuante. Zero. Non credo che non sapesse di essere incinta e se anche così fosse, come si può uccidere una figlia appena nata, salvatasi solo grazie allo zio?
Come ho scritto mille volte, se una madre non può tenere il proprio figlio per mille ragioni, può comunque partorire in anonimato, in sicurezza ed affidare il neonato a chi se ne prenda cura anche senza la sua presenza.
Spero che Chiara sopravviva e venga affidata ad una delle tante famiglie italiane pronte a darle l’amore che merita.
Forza Chiara!
Foto: iStock.
Maria Vittoria Dettoto




