Claudio Carlomagno ha inferto a Federica Torzullo 23 coltellate, dalle quali inizialmente la donna ha provato a difendersi. Poi l’ha fatta a pezzi, amputandole la gamba sinistra. Ha bruciato il suo cadavere, deterputo anche dalla ruspa con la quale l’ha sotterrata sotto due metri di terra nella sua azienda edile ad Anguillara.
Federica Torzullo è stata uccisa dal marito Claudio Carlomagno. Ormai è stato appurato dagli inquirenti che lo hanno accusato di femminicidio, è la prima volta in Italia ed occultamento di cadavere.
Ma non solo l’ha uccisa, voleva annientarla, distruggerla, perché non sopportava che lei volesse lasciarlo e che il loro figlio, Mattia, andasse via con lei.
Federica Torzulla aveva 41 anni. Era funzionario in una azienda. Aveva un figlio di dieci anni, Mattia, per il quale stravedeva e che da quando la donna è scomparsa, il 9 gennaio scorso dopo essere stata uccisa l’8, non fa altro che chiedere della mamma.
Un delitto che gli stessi inquirenti hanno definito brutale, efferato.
Povera donna, povera famiglia, povero bambino che la piange.
Mi auguro che il marito sconti l’ergastolo come previsto dal codice penale rispetto al reato di femminicidio, perché di fronte a quanto ha fatto, davvero non ci sono attenuanti.




