Ieri il Consiglio regionale sardo ha approvato la legge sul salario minimo stabilito a 9 euro l’ora ed istituito un Comitato di controllo per l’applicazione della legge.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla presidente della Regione Alessandria Todde che ha dichiarato:
“Il Consiglio regionale ha approvato una legge che interviene in modo preciso nei contratti di appalto e nelle concessioni affidate da Regione, enti locali, aziende sanitarie e società controllate. Introduciamo una soglia minima di 9 euro per le retribuzioni, in particolare nei settori ad alta intensità di manodopera, quelli in cui il costo del personale incide di più e in cui troppo spesso si sono scaricati gli effetti del massimo ribasso.
La legge istituisce anche un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di controllo e con report annuali sull’applicazione delle norme e sui costi della manodopera. È un passaggio importante, perché non basta affermare un principio, bisogna anche vigilare sulla sua attuazione.
Anche la Sardegna, dopo Puglia e Toscana, sceglie di rompere l’immobilismo su una questione che riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori.
C’è un principio che per il Movimento 5 Stelle e per le altre forze progressiste che governano la Regione non è mai stato negoziabile, ed è la dignità della persona. È da questo principio che nasce il lavoro politico che oggi porta a un risultato concreto per la Sardegna.
Per questo voglio ringraziare chi ha lavorato in Commissione, chi ha contribuito con proposte e pareri indispensabili a costruire una norma seria e necessaria, e chi oggi ha partecipato al voto in Aula assumendosi la responsabilità di compiere una scelta giusta”.

Alla Todde sono giunti anche i complimenti del leader dei Cinquestelle Giuseppe Conte:
“Lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto, con la nostra Alessandra Todde: il salario minimo a 9 euro l’ora è legge della Regione Sardegna. È un segnale molto importante quello che diamo. Riguarderà appalti e concessioni affidati dall’ente, da aziende sanitarie, società controllate ed enti locali affinché le paghe dei lavoratori non scendano sotto la soglia della dignità, intervenendo in settori in cui spesso quella dignità viene calpestata. È stato anche istituito un Comitato regionale per controllare e monitorare il rispetto degli standard di qualità del lavoro e per contrastare ribassi e sfruttamento sul lavoro con i fatti. Andiamo avanti, dalla parte giusta”.




