Due anni fa moriva a Roma Michela Murgia, scrittrice di Cabras, in Sardegna. Aveva 51 anni.
Nelle scorse ore sua madre Costanza Marongiu ha ricordato il loro rapporto contrastato. Tanto che la Murgia le ha impedito di andare a salutarla nella sua casa a Roma prima di morire, non l’ha inclusa nel testamento ( ha escluso anche il fratello) e non le ha lasciato neanche le ceneri, in mano a quella famiglia queer che la madre della scrittrice dice di non aver mai accettato.

Costanza le vorrebbe quelle ceneri della figlia, per conservarle nella casa di Cabras in provincia di Oristano nella quale vive. Della quale la Murgia acquisto’ la nuda proprietà, lasciando alla madre l’usufrutto sino a quando è in vita.
Ma che non sarà ereditata poi dal fratello di Michela. Lei ha dato disposizione nel testamento che vada ad Alessandro Giammei, uno dei suoi figli d’anima.
Sulla casa graverebbero secondo qualcuno quasi 50.000 euro di debiti accumulati dalla Murgia insieme ad altri debiti dovuti dalla scrittrice al fisco. Motivo per il quale decise controvoglia ( come lei stessa dichiarò ) di sposarsi in articulu mortis qualche giorno prima di morire con rito civile, insieme a Lorenzo Terenzi suo secondo marito, essendo consapevole che la morte si avvicinava.
“Ci siamo sposati controvoglia, solo per avere i diritti”, affermo’ allora la Murgia suscitando un grande dibattito sul merito ed il significato di quelle nozze nell’opinione pubblica, poco avvezza a quel tipo di famiglie allargate e a nozze obbligate.

Solo attraverso il matrimonio infatti l’uomo avrebbe potuto ereditare dalla scrittrice sarda e saldarne la situazione debitoria insieme alla famiglia queer della Murgia, composta da persone delle quali si era circondata.
La Murgia in quel momento era gravemente malata a causa di un tumore al quarto stadio che sapeva non l’avrebbe fatta vivere ancora a lungo. Tumore contro il quale aveva lottato tra il 2014 ed il 2016, anche nel corso della campagna elettorale per la presidenza della Regione Sardegna.
Proprio.per far fronte alle spese di quella campagna elettorale, la Murgia spese parte dei proventi ricavati dai suoi libri. Raccolse il 10% delle preferenze dei sardi e vinse Francesco Pigliaru.
La madre di Michela in questi giorni ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, nella quale racconta anche il travagliato rapporto della Murgia con il padre violento ed alcoolizzato, deceduto 15 anni fa. La Murgia scelse di non dargli neanche l’ultimo saluto al funerale.
A seguito delle violenze che la madre subiva dal padre Tonio, Costanza Marongiu fu costretta ad affidare Michela ed il fratello Cristiano ad una zia, zia Annetta, dalla quale i due bambini vissero alcuni anni.
La Murgia negli ultimi anni prima di morire escluse dslla sua vita anche zia Annetta, secondo quanto dichiarato da Costanza. Pareva non volesse avere più rapporti con la sua famiglia natale e volesse dedicarsi totalmente a quella famiglia queer che aveva scelto.
La madre di Michela ha dichiarato di non avere oggi neanche alcun rapporto con il marito della figlia, che come detto prima ne custodisce le ceneri.

“Io la sua famiglia queer non l’ho mai capita”, ha sostenuto nelle scorse ore Costanza, “è glielo avevo detto. I suoi figli de anima non riesco a considerarli tali. Non li sento vicini a me, non mi sento parte di questa famiglia allargata.
Una famiglia che Costanza non ha mai capito.”Nel testamento Michela non mi ha lasciato nulla, ma io non volevo nulla. Non ha nominato neanche il fratello Cristiano”.
“Le ultime giornate della sua vita, quando non voleva vedermi, le ho prese come un tradimento. Non poteva non aver bisogno della madre. Non mi ha dato la possibilità di salutarla. Tutte le sere la saluto nonostante non ci sia più, le dico la buonanotte. Ecco perché non riesco a piangere, non riesco ad arrabbiarmi. Per me lei non è mai andata via, è sempre qui”, conclude mamma Costanza.
Foto Michela Murgia, la Murgia con la madre Costanza ( Leggo), la scrittrice con la sua famiglia queer il giorno del suo matrimonio Repubblica e con il suo secondo marito Lorenzo ( Ig)..
Maria Vittoria Dettoto




