Valentina Pitzalis è nata a Cagliari. Oggi ha 42 anni.
Era sposata con Manuel Piredda. La coppia, inizialmente felice, con l’andare degli anni inizia ad avere problemi. Lui diventa sempre più geloso e possessivo.
Isola Valentina da tutti. Le dice come vestirsi. Quando lui esce di casa la chiude a chiave per impedirle di uscire.

Il 17 aprile 2011, Manuel butta addosso a sua moglie Valentina del cherosene con un innaffiatoio. Lei ha ancora impressa l’immagine di lui, l’uomo che aveva sposato, amato, buttarle addosso il cherosene e darle fuoco con un accendino per renderla una torcia umana e farla fuori.
Ma a morire è lui coinvolto
nell’incendio da lui stesso appiccato. Lei, dopo tre mesi di coma si risveglia senza una mano, con l’altra inutizzabile, ustioni in tutto il corpo.La sua vita compromessa per sempre.
La famiglia del marito la accusa di averlo ucciso lei. Valentina deve dunque affrontare una battaglia giudiziaria che si conclude con un’assoluzione.
Nonostante tutto ciò, la donna trova la forza di non nascondersi, non vergognarsi del suo viso, del suo corpo e decide di raccontare la sua esperienza ovunque. Anche nelle scuole.
Incontra migliaia di ragazzi. L’ultimo incontro, pochi giorni fa. In un articolo che parla della notizia, Vincenzo D’Anna , politico 74enne, ex senatore in quota Forza Italia nonche’ presidente della Federazione regionale degli Ordini dei biologi commenta la notizia su Valentina scrivendo:
“Perché c’è a chi piace cruda ed a chi cotta la moglie”, facendo un chiaro riferimento a quanto accaduto a Valentina a cui il marito ha messo fuoco.

Il commento apparso nella pagina social del Corriere della Sera, ha suscitato un vespaio di comprensibili polemiche.
Ci tengo a manifestare la mia solidarietà alla signora Pitzalis, ribadendo il concetto che la violenza verbale pubblica, privata, sui social, non è meno grave né fa meno male di quella fisica.
Foto: Valentina Pitzalis oggi, prima della brutale aggressione e D’Anna.
Maria Vittoria Dettoto




